Vaglielo a spiegare, un dolore così grande

Ho conosciuto il dolore presto. A quattordici anni sapevo già cosa significasse la morte, sapevo già che potesse colpire anche i più giovani, ma già prima, a sei anni, sapevo cosa significasse il dolore, la separazione. Ricordo la porta di una stanza chiusa, ed io fuori da quella stanza, aspettando che il liquido che mamma aveva preso facesse effetto, così mi dicevano. Poi la morte dei miei nonni, dei miei giovani zii destinati a mali incurabili, un principio di anoressia per le cosiddette ” pene d’amore “, poi la notte del terremoto, quella notte in cui la terra ha tremato ed in pochi secondi tutto è cambiato. Vedere tutto crollare, comprese le nostre vite. Possiamo dire che già ne avevo avute abbastanza, per quella che dovrebbe essere ancora la mia giovane età, infatti mi capita spesso, sentirmi dire, quando parlo, con chiunque esso sia, conosciuto o sconosciuto, che sembro più grande, che dimostro di più dei miei ventisette anni e tra me e me, allora in quei momenti penso ” e ci credo, con tutto quello che ho già passato “. Vaglielo a spiegare, a quelle persone, che i dolori ti segnano. Vaglielo a spiegare, alle mie amiche, a chi cerca di starmi vicino in questo momento, cosa significa un dolore, un dolore così grande poi, a chi ancora non ha la minima idea di che cosa possa essere un dolore, a chi non ha mai perso nessuno; vaglielo a spiegare, a chi ti chiede come stai, se vuoi andare al mare o se ti vuoi prendere una birra, o perché ti vesti di nero, che la vita da un momento all’altro può cambiare, che puoi sentire ed avere il vuoto nel cuore e nell’anima e che tu non ci puoi fare niente. Vaglielo a spiegare, a chi cerca di capire, ma che non può capire. Vaglielo a spiegare, a chi non ha mai avuto a che fare con la morte. Vaglielo a spiegare, a chi non può comprendere, perchè il dolore non si può spiegare, si vive. Ogni dolore è un dolore a sé, un dolore diverso, un dolore nuovo, e solo chi ha vissuto un dolore, può cercare di provare di capire l’Altro, può cercare di essere empatico con l’Altro; il resto non può neanche provare ad immaginare. Ogni dolore è un dolore a sé, e questo è così grande ed inaspettato che il vuoto che sento riempie la stanza.

2 pensieri riguardo “Vaglielo a spiegare, un dolore così grande

  1. Ricorda che un dolore si può provare solo se si è amato tanto. Più grande era l’amore che provavi per le persone che hai perso tanto più il dolore ti lacera. Però almeno hai amato. Hai dei ricordi da condividere, da curare e tenere stretti nel cuore.
    C’è chi non ha mai perso nessuno, ma c’è anche chi ha perso prima di poter amare o conoscere. So che ora ti sembra impossibile da capire, ma almeno hai avuto la possibilità di vivere quelle persone he hai perso. Di toccarle e di parlarci. Di amarle. Continua a farlo, piano piano riuscirai a convivere con il dolore. Non lo mostrerai più all’esterno, sarà un pensiero fisso… come una spilletta pin sul cuore, non avrai bisogno di esternarlo perché sarà parte della tua essenza. Resisti.

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